Ti diverte, a tuo dire,
Giocherellare
Con l'insistita forma
Della tua crudeltà,
Manipolarne le fameliche
E grevi assurdità.
Mi stupisco ogni volta
Al ricevere senza averlo
Chiesto
Il lancinante turbinio
Della tua bollente
E torrida isteria,
La tua pulsante
E salina follia.
Un amaro bagno
Di sangue
Non potrà mai rendere
Più rosso
Il tuo corpo ruvido
E fremente.
martedì 22 giugno 2010
sabato 12 giugno 2010
La Morte

Allora parlò Almitra dicendo: Ora vorremmo domandarti della Morte.
Ed egli disse: "Voi vorreste conoscere il segreto della morte".
"Ma come potrete trovarlo, se non lo cercate nel cuore della vita?
Il gufo, i cui occhi legati alla notte non vedono di giorno, non può
svelare il mistero della luce.
Se davvero volete contemplare lo spirito della morte, spalancate il
cuore al corpo della vita.
Perché la vita e la morte sono una sola cosa, come il fiume ed il
mare.
Nel profondo delle vostre speranze e dei vostri desideri risiede la
muta conoscenza dell'Oltre;
e come semi che sognano sotto la neve, il vostro cuore sogna la
primavera.
Fidatevi dei sogni, perché in essi è nascosto il passaggio verso
l'eternità.
Il vostro timore della morte è come il tremito del pastore davanti al
re la cui mano si posa su di lui per onorarlo.
Non è forse contento il pastore, sotto quel tremito, perché potrà
fregiarsi del segno regale?
Eppure non è forse più attento al suo tremore?
Perché cos'è morire, se non esser nudi nel vento e fondersi nel
sole?
E che altro è non più respirare, se non liberare il respiro delle sue
insonni maree, perché possa levarsi ed espandersi e cercar Dio
senza ingombri?
Solo quando berrete al fiume del silenzio canterete davvero.
E quando avrete raggiunto la sommità del monte, comincerete a
salire.
E quando la terra esigerà le vostre membra, solo allora danzerete
veramente."
Kahlil Gibran
mercoledì 26 maggio 2010
Riflessioni di una bimba un pò cresciuta
C'era una volta e forse c'è ancora, in un regno lontano ma tanto lontano..
così cominciano le belle fiabe di una volta, quelle che da piccoli ci hanno fatto sognare principi e principesse, hanno reso cattivi orchi, matrigne e sorellastre, hanno dato voce a piante ed animali;
le stesse favole che ascoltate da adolescenti, alle prese con i primi "problemi" da grandi, ci sembravano solo pura e semplice fantasia; le stesse favole che ad ascoltarle ora ci renderebbero forse un pò meno cinici regalandoci quel tanto poco di sana e ingenua incoscienza.
Non c'è poi così tanta gente oggi disposta ad ascoltarle come neppure tanta gente disposta a raccontarle..
"Non ci sono più i bambini di una volta!"- affermerebbe risoluto qualcuno..
"Non ci sono neppure più gli adulti di una volta!"- contrabbatterebbe qualcun'altro..
Sarà così?Chissà..
Ci siamo comunque noi, bambini un pò cresciuti di uno ieri non poi così lontano e di un domani non poi così vicino.
Non troppo piccoli da credere nel vissero felici e contenti incondizionato ma neppure così grandi da non sperarci affatto??
Tanto coscienziosi da chiederci il perchè delle cose, quanto curiosi da volerne sapere solo il come??
Non così ingenui da credere che il Bene vinca su tutto ma neppure così disillusi da non sperare che Bene e Male, Buoni e Cattivi possano pareggiare i conti??
..Quanto vorrei ritornare a credere alle fiabe..
così cominciano le belle fiabe di una volta, quelle che da piccoli ci hanno fatto sognare principi e principesse, hanno reso cattivi orchi, matrigne e sorellastre, hanno dato voce a piante ed animali;
le stesse favole che ascoltate da adolescenti, alle prese con i primi "problemi" da grandi, ci sembravano solo pura e semplice fantasia; le stesse favole che ad ascoltarle ora ci renderebbero forse un pò meno cinici regalandoci quel tanto poco di sana e ingenua incoscienza.
Non c'è poi così tanta gente oggi disposta ad ascoltarle come neppure tanta gente disposta a raccontarle..
"Non ci sono più i bambini di una volta!"- affermerebbe risoluto qualcuno..
"Non ci sono neppure più gli adulti di una volta!"- contrabbatterebbe qualcun'altro..
Sarà così?Chissà..
Ci siamo comunque noi, bambini un pò cresciuti di uno ieri non poi così lontano e di un domani non poi così vicino.
Non troppo piccoli da credere nel vissero felici e contenti incondizionato ma neppure così grandi da non sperarci affatto??
Tanto coscienziosi da chiederci il perchè delle cose, quanto curiosi da volerne sapere solo il come??
Non così ingenui da credere che il Bene vinca su tutto ma neppure così disillusi da non sperare che Bene e Male, Buoni e Cattivi possano pareggiare i conti??
..Quanto vorrei ritornare a credere alle fiabe..
venerdì 21 maggio 2010
Pulvis et umbra sumus
O Poesia, dolce e aromatica alleviazione dei nostri tormenti
In tutti i miei più neri momenti nel tuo accogliente grembo mi ricaccio
Esplorandone le vie più lugubri e spettrali
Sperimentandone i modi più inconsueti e venali.
Ridestandomi dal freddo sopore del tedio
Entro nei caldi e familiari ambienti del lirico assedio
In cui ogni più disperata immaginazione prende forma
E si volatilizza ogni ragionevol norma.
Le caduche reminescenze dell'innocente levità
Si frantumano nel torbido uragano delle iperboliche velleità
Che sembrano trafiggere di spine il mio cuore palpitante
Che sotterrano del mio animo qualsivoglia istanza esultante.
Nella sepolcral cripta dei ricordi
S' inseriscono delle parole i dissonanti accordi
E le sottili trame della loro sulfurea patina estetica
Riempiono d' inane fecondità la mia brama aedica.
In tutti i miei più neri momenti nel tuo accogliente grembo mi ricaccio
Esplorandone le vie più lugubri e spettrali
Sperimentandone i modi più inconsueti e venali.
Ridestandomi dal freddo sopore del tedio
Entro nei caldi e familiari ambienti del lirico assedio
In cui ogni più disperata immaginazione prende forma
E si volatilizza ogni ragionevol norma.
Le caduche reminescenze dell'innocente levità
Si frantumano nel torbido uragano delle iperboliche velleità
Che sembrano trafiggere di spine il mio cuore palpitante
Che sotterrano del mio animo qualsivoglia istanza esultante.
Nella sepolcral cripta dei ricordi
S' inseriscono delle parole i dissonanti accordi
E le sottili trame della loro sulfurea patina estetica
Riempiono d' inane fecondità la mia brama aedica.
giovedì 20 maggio 2010
NUVOLE ROSA
Si posano dolci su di noi
accarezzano i volti
un po' solari
un po' burberi.
Nuvole rosa
fra la fantasia
fra la realtà
di ogni gesto quotidiano.
Nuvole rosa
in cielo sopra le
nostre teste.
Nuvole candide
ruvide allo stesso modo
nuvole che evaporano
sulle nostre emozioni.
Nuvole rosa
come lo zucchero
filato che fa sorridere
un innocente creatura.
Nuvole rosa
su ogni giornata,
nuvole che assaporano
la gioia
accarezzano i nostri piedi
le stanche membra.
(AMici di versi - gruppo facebook - ISCRIVITI PURE TU!) :):):):):):):)
accarezzano i volti
un po' solari
un po' burberi.
Nuvole rosa
fra la fantasia
fra la realtà
di ogni gesto quotidiano.
Nuvole rosa
in cielo sopra le
nostre teste.
Nuvole candide
ruvide allo stesso modo
nuvole che evaporano
sulle nostre emozioni.
Nuvole rosa
come lo zucchero
filato che fa sorridere
un innocente creatura.
Nuvole rosa
su ogni giornata,
nuvole che assaporano
la gioia
accarezzano i nostri piedi
le stanche membra.
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VITA AL CONTRARIO
Ride così in mezzo alla strada. Suona. Un capanello di gente si sveglia intorno, ride, scherza, applaude, apprezza le note che escono da un flauto magico. E' una vita al contrario, comincia dalla morte, un po' alla volta tutto nasce, le mani crescono insieme ai capelli. Le orecchie ascoltano meglio i suoni della quotidianità. E' una vita al contrario che scoppia, urla, mescola e tritura le ossa degli esseri umani. E' un sorriso involontario, una poltiglia di dolore, una forma vegetale, un passaggio in questa esistenza che vale poco e molto meno di quanto pensiamo. Una vita al contrario dove non si risparmia l'acqua, dove per strada la gente non si saluta, dove c'è poca luce e molto poca elettricità in mano ai potenti. E' un vento che asciuga, una vita dove il verbo amare non ha valore, dove gli specchi riflettono odio e sazietà. E' una vita al contrario per chi scrive da sinistra a destra. E' una vita dove gli attimi non sono nel nostro DNA, dove guardiamo avanti, dove i nostri occhi non assicurano presenza, dove i 'maestri' professano assenza. E' una luce assente, una vita al contrario. Un insieme di capitoli dove il nostro sangue non scorre più. E' un cuore che mai vedremo, una carezza che manca in questa vita al contrario
dove tu baci il mio sguardo mentre faccio il solletico alle nuvole rosa. E' una vita di cartone, un istante che non vedo, una passeggera etichetta di sorrisi e piaggeria. E' un eterna presenza in questa vita al contrario dove la logica non esiste. Una vita di caricature, di passi sconnessi, conti pregressi al bar dove l'anima si arrende al videopoker. Il contrario della vita è il nero, buio e senza umiltà. Il bianco è lo specchio degli inganni. E' una vita al contrario lotterie, telefonini, social network, l'angoscia porta stanchezza e solitudine. Noi figli dell'universo. Noi esseri spregevoli pieni di travagli e incertezze. Il codice fiscale, gli scontrini, lustrini e paillettes. Una vita al contrario, un po' bianca, scura in volto, ricca di estremisti incappucciati. Precari che ragionano senza preoccupazioni. Il sole nasce laggiù dove non lo vediamo. Il sole è nel tempo libero, le persone senza reddito. Il tempo per pensare. I sogni sono chiusi nei cassetti. Siamo esseri in cattività, non vogliamo le responsabilità. Ride così in mezzo alla strada, un capannello di gente applaude il suo numero da circo e giocoliere. Precari in una vita al contrario, dove l'inchiostro oscura la spada, e dove la quotidianità è solo un capitolo verso la morte.
dove tu baci il mio sguardo mentre faccio il solletico alle nuvole rosa. E' una vita di cartone, un istante che non vedo, una passeggera etichetta di sorrisi e piaggeria. E' un eterna presenza in questa vita al contrario dove la logica non esiste. Una vita di caricature, di passi sconnessi, conti pregressi al bar dove l'anima si arrende al videopoker. Il contrario della vita è il nero, buio e senza umiltà. Il bianco è lo specchio degli inganni. E' una vita al contrario lotterie, telefonini, social network, l'angoscia porta stanchezza e solitudine. Noi figli dell'universo. Noi esseri spregevoli pieni di travagli e incertezze. Il codice fiscale, gli scontrini, lustrini e paillettes. Una vita al contrario, un po' bianca, scura in volto, ricca di estremisti incappucciati. Precari che ragionano senza preoccupazioni. Il sole nasce laggiù dove non lo vediamo. Il sole è nel tempo libero, le persone senza reddito. Il tempo per pensare. I sogni sono chiusi nei cassetti. Siamo esseri in cattività, non vogliamo le responsabilità. Ride così in mezzo alla strada, un capannello di gente applaude il suo numero da circo e giocoliere. Precari in una vita al contrario, dove l'inchiostro oscura la spada, e dove la quotidianità è solo un capitolo verso la morte.
L'olimpo dei poeti
Baudelaire mi riempie
Di demoniaca vitalità
Incitandomi ai paradisi artificiali
E ai versi superiori.
Artaud mi lancia dall'alto
Le sublimi invettive
Dei suoi onirici e barbari scenari
Pieni di angosciosa goduria
E d'impeto fremente.
Lorca m'inquieta e affascina
Con le oscure atmosfere,
Le devastanti
E dolci immagini
Di sangue e morte
Delle sue Gazzelle.
Campana mi scuote
Con il dionisiaco turbinio
Delle sue visioni supreme.
Oh, grandi e sommi poeti,
Nutritemi ogni giorno
Con i vostri magnifici
E superbi componimenti,
E non abbandonatemi
All'aridità di un mondo
Privo di poesia.
Di demoniaca vitalità
Incitandomi ai paradisi artificiali
E ai versi superiori.
Artaud mi lancia dall'alto
Le sublimi invettive
Dei suoi onirici e barbari scenari
Pieni di angosciosa goduria
E d'impeto fremente.
Lorca m'inquieta e affascina
Con le oscure atmosfere,
Le devastanti
E dolci immagini
Di sangue e morte
Delle sue Gazzelle.
Campana mi scuote
Con il dionisiaco turbinio
Delle sue visioni supreme.
Oh, grandi e sommi poeti,
Nutritemi ogni giorno
Con i vostri magnifici
E superbi componimenti,
E non abbandonatemi
All'aridità di un mondo
Privo di poesia.
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